venerdì 19 giugno 2009

Same old sad stuff


Due anni fa, verso la fine dell'estate, un mio caro amico mi disse: "A me sembra che usciti da scuola noi abbiamo vissuto un pò nel mondo dei sogni...e ora bisogna confrontarsi con la realtà"
Bhè direi che aveva ragione.
Per tutti gli anni di scuola e poi per quei magnifici tre mesi di spensieratezza dopo gli esami di stato abbiamo tutti vissuto con la testa chissà dove...
Poi tutto a un tratto...ecco che la realtà viene a bussarti alla porta e chiede un appuntamento...
All'inizio uno rimanda l'incontro il più possibile, si inventa scuse colossali e scappa per strada con occhiali da sole e cappello per non farsi riconoscere...ma poi il giorno arriva.
Il giorno in cui uno abbassa le difese e quasi per caso, può essere su di un autobus o al supermercato, la incontri.
Ti appare come una alta figura sfocata, senza volto...
Alla fine ti tocca parlarci con la cruda realtà...e presto capisci che fa schifo.
Capisci quello che finora non avevi capito o che avevi fatto solo finta di non capire.
Capisci che il mondo fa veramente cacare e che non è colpa di nessuno...e capisci che è colpa di tutti...capisci che è sempre stato così.
Quando poi la signora senza volto ti tende la mano e ti invita a seguirla hai due scelte:
voltarti e tornare indietro...e la colpa cadrà anche su di te...
oppure...oppure c'è l'altra opzione...
Puoi seguire la triste figura e sapere che quando fra qualche anno un'altra persona si accorgerà che il mondo fa schifo e lo ha sempre fatto...bhè, nella lista dei colpevoli il tuo nome non ci sarà...o sarà fra gli ultimi.

Qualche tempo fa ho avuto una bellissima conversazione con uno dei personaggi che affollano il parchino accanto a Ingegneria a Bologna.
Era un rumeno di nome Lino, uno di quelli che sta tutto il giorno con gli amici sdraiati sulle panchine a bere il Tavernello.
Non è di certo una di quelle figure da cui ti aspetteresti una discussione così interessante come quella che abbiamo avuto.
Mi sono reso conto che uno come lui, uno di quelli che normalmente viene messo nei gradini più bassi della scala sociale, era molto più intelligente e pieno di cultura della stragrande maggioranza degli italiani.
Mi sono accorto di come lui avesse capito tutto della vita, delle sue dinamiche sociali e politiche, di come la gente si comporta e sempre si comporterà, di come sia fondamentale lavorare (anche fare un lavoro di merda come il suo), di come la maggior parte degli abitanti di questo pianeta stiano nella merda e a nessuno freghi niente, di come alla fine esistono solo tre cose: le persone, i soldi e le cose...e di come nessuna delle tre possa essere o buona o cattiva, di come sia solo una questione di punti di vista...e mi sono reso conto di quanto fosse semplice capire tutto della vita.
Mi sono reso conto di quante cose sapesse sull'Europa e sui suoi abitanti, di quanto avesse viaggiato, di come noi latini facciamo sempre casino, di come i portoghesi e la loro musica triste lo facessero annoiare a morte, di come i greci non hanno voglia di fare una sega...e di come i francesi siano così simili ma così diversi da noi italiani e rumeni.
Mi sono anche reso conto di come fosse preoccupato per il futuro di suo figlio in Italia.
E mentre parlavamo dei "massimi sistemi" a modo nostro, cioè come si può parlare di "massimi sistemi" nella pausa pranzo in un parco, mi sono reso conto anche di come, sebbene avesse capito veramente molto della vita, Lino se ne stesse quasi tutto il giorno a cazzeggiare in un parco con la bottiglia di tavernello in mano.
Mi sono reso conto di come lui si fosse voltato quando la triste realtà gli aveva teso la mano...
Secondo Lino il mondo non si può cambiare...e secondo me ha perfettamente ragione.
Ci siamo dati appuntamento fra 10 anni sulla stessa panchina per vedere se fossimo riusciti a cambiarlo...pur sapendo entrambi che avremmo fallito.
Ma alla fine tentare non costa nulla.

1 commenti:

Caterina ha detto...

belle parole tommy, però un pò tristi eh! te non ti voltare, per quanto possa fare schifo la realtà (e concordo nel dire che fa cacare), magari alla fin fine trovi qualcosa di meglio che passare le tue giornate al parco. non si può mai sapere dove questa mano ti condurrà...